Come evitare l’abitudine del “Bravo! Batti cinque!” per una comunicazione più ricca, flessibile e personale

Bravo! Batti cinque!” è un’espressione spesso abusata durante le terapie con bambini autistici.

Ecco 10 motivi per evitarla e 12 alternative per una comunicazione che supporti meglio l’iniziativa, la creatività e il piacere del bambino nell’ interazione. 

Risorsa a libero accesso 

Leggi di più

Corso online DIR201PREP

Preparati al meglio!

Vuoi avvicinarti al modello DIRFloortime e diventare Terapista?
Vuoi capire come osservare i segnali del bambino sulle sue capacità di autoregolazione, attenzione e comunicazione?

Scopri il Corso online DIR201PREP: 4 incontri online con due didatti supervisori (terapisti certificati ICDL DIR204) per approfondire gli aspetti teorici più importanti all’inizio della certificazione e per familiarizzare con la videoanalisi e la lettura dei segnali del bambino sul proprio profilo individuale.

Cos’è il corso DIR201 PREP

Il corso offre 4 incontri online, ciascuno di 2 ore, con due formatori DIRFloortime di DIRimè Italia (certificazione ICDL DIR204, DIR Expert & Training Leader) per la preparazione teorico-pratica al corso di certificazione DIR201. Il corso fornisce esercitazioni di videoanalisi guidataapprofondimento teorico e chiarimenti sugli aspetti specifici dell’osservazione e della valutazione delle prime 4  capacità evolutive del bambino e focus dettagliato sulle strategie di Floortime per il loro sostegno. Come sempre, nel contesto del confronto in gruppo tra professionisti di discipline diverse.

Cosa serve per partecipare

Basta esser soci 2020 e in possesso di Attestato ICDL DIR101 per iscriversi al corso. I formatori presenterà video per ciascuna capacità presentata e guiderà la videoanalisi e la discussione sulla griglie valutative FEDC e Floortime fornite da ICDL Institute e utilizzate ai corsi di certificazione.

Scarica il modulo di iscrizione e invialo a segreteria@dirime.com

Non sei ancora Socio? Compila il modulo tesseramento 2020 e invialo a segreteria@dirime.com

Le iscrizioni chiudono il 24 Aprile.

Il Corso DIR201 PREP non implica presentazione di casi clinici da parte dei partecipanti per cui non è valevole ai fini del monte ore di supervisione. Il superamento del Corso di Certificazione DIR201 resta vincolato al raggiungimento da parte del partecipante dei criteri formativi previsti da ICDL Institute e rispettati appieno da DIRimè Italia. 

 

 

 

Webinar gratuito per Genitori: perchè la mattina è faticoso andare a scuola?

Buon Anno! Per il 2020, riprendono i Webinar Gratuiti per Genitori all’interno del nostro impegno concreto per le famiglie e a sostegno di una cultura di rispetto della neurodiversità!

L’appuntamento di gennaio è con il dott. Chad Kordt-Thomas, psicoterapeuta specializzato nell’età evolutiva con interventi genitorre-bambino e Trainer  DIRFloortime. Il dott. Kordt-Thomas è anche Assistente alla formazione DIRFloortime presso Profectum e Professore associato allo Smith College per la Social Works Faculty.

Il Webinar aiuterà i genitori di bambini con disturbi dello spettro autistico e disturbi dell’elaborazione sensoriale a comprendere alcune delle cause alla base delle difficoltà durante le transizioni quotidiane, inclusa l’uscita da casa per andare a scuola la mattina. Saranno discusse le possibili strategie utili per aiutare il proprio bambino ad affrontare queste sfide.

Per partecipare, basta essere in regola con la quota associativa del 2020 e scrivere a segreteria@dirime.com il proprio desiderio di frequentare il Webinar! Servono una connessione internet stabile, una webcam e un paio di cuffie o auricolari. Le istruzioni per l’accesso alla piattaforma saranno inviate il giorno precedente. Le iscrizioni chiudono il 20 Gennaio.

Buon webinar a tutti!

modulo tesseramento 2020 DIRimè Italia

Corso Introduttivo DIR101 Udine

Il Corso DIR101 arriva in Friuli!

Udine ci ospiterà l’11 e 12 Gennaio 2020 presso i locali di HattivaLab.

 

Il Corso è aperto a NPI, pediatri, TO, TNPEE, psicologi, educatori, logopedisti, tecnici della riabilitazione psichiatrica, pedagogisti, fisioterapisti, arteterapisti, insegnanti e operatori scolastici, studenti e Genitori.

Quote di iscrizione:

  • Professionisti: 250 euro (comprensivi di quota associativa come Socio DIRimè Italia 2020, 30 euro)
  • Studenti universitari (previo invio di documento di iscrizione corso di laurea universitario): 150 euro (comprensivi di quota associativa come Socio DIRimè Italia 2020, 30 euro)
  • Soci 2020 AITNE, AITO Sito, ANUPI e HattivaLab Cooperativa sociale: 206 euro (comprensivi di quota associativa come Socio DIRimè Italia 2020, 30 euro)
  • Gruppi di professionisti >6 unità (non cumulabile con le altre riduzioni): 206 euro (comprensivi di quota associativa come Socio DIRimè Italia 2020, 30 euro)
  • Genitori di bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo: gratuito (previo tesseramento come Socio 2020, 30 euro)

Per gli enti e le associazioni le tariffe sono da intendersi IVA esclusa.

Le iscrizioni chiudono il 27 Dicembre 2019.

 

I moduli di iscrizione

Invia il modulo iscrizione DIR101 Udine compilato e firmato (pag. 1 e 2), unitamente al modulo di tesseramento Socio 2020 e alla copia del bonifico eseguito, a segreteria@dirime.com

L’iscrizione risulta valida alla recezione del pagamento mediante bonifico bancario a:

DIRimè Italia, Banca Intesa San Paolo

IBAN: IT77 V030 6909 6061 0000 0133 745

Causale: Corso DIR101 + *Nome e cognome del partecipante*

 

 

Webinar gratuito per Genitori: Strategie per la quotidianità

Continuano i Webinar Gratuiti per Genitori all’interno del nostro impegno concreto per le famiglie e a sostegno di una cultura di rispetto della neurodiversità. L’appuntamento di dicembre è con la dott.ssa Barbara Cravero, psicologa e DIR Expert Provider ICDL, che fornirà pratiche e indicazioni concrete per la quotidianità dei nostri bambini.

Per partecipare, basta essere in regola con la quota associativa del 2019 e scrivere a segreteria@dirime.com il proprio desiderio di frequentare il webinar! Servono una connessione internet stabile, una webcam e un paio di cuffie o auricolari. Le istruzioni per l’accesso alla piattaforma saranno inviate il giorno precedente. Le iscrizioni chiudono il 15 dicembre.

Buon webinar a tutti!

Webinar gratuito per Genitori “Regole e limiti: l’aproccio positivo alla disciplina”

Proseguono i webinar gratuiti per Genitori di DIRimè Italia!

Appuntamento giovedì 19 settembre alle 21:00 sulla piattaforma ZOOM con il webinar “Regole e limiti: l’approccio positivo alla disciplina”.

Le nostre psicologhe DIRFloortime offriranno riflessioni e indicazioni per vivere serenamente la creazione di regole con i bambini con disturbi del neurosviluppo.

Corso introduttivo DIR101, IRCCS Stella Maris

Aperte le iscrizioni per il corso introduttivo al modello DIRFloortime (DIR101) presso l’Auditorium Virgo Fidelis della Fondazione IRCCS Stella Maris di Pisa.

Il corso è pienamente riconosciuto da ICDL Institute, casa madre del modello DIRFloortime e rilascia 12 crediti ECM e Attestato di Partecipazione ICDL (NON valevole come certificato DIRFloortime).

Il DIR101 offre la panoramica dei contributi teorici multidisciplinari su cui poggia il modello DIRFloortime e presenta strumenti per la lettura del profilo individuale del bambino: la regolazione emotivo-comportamentale, la processazione sensoriale, lo sviluppo motorio, l’attenzione, lo sviluppo comunicativo e il linguaggio, il gioco e lo sviluppo cognitivo. Il corso offre anche la panoramica delle strategie di Floortime per supportare il neurosviluppo in terapia, a casa e a scuola.

Il corso prevede tariffe agevolate per Soci AITNE, AITO e per 10 operatori della Fondazione IRCCS Stella Maris, per informazioni scrivi a segreteria@dirime.com 

Il corso è gratuito, come sempre con DIRimè Italia, per tutti i Genitori Soci 2019.

Per iscriverti, compila il modulo di iscrizione e invialo a segreteria@dirime.com unitamente alla ricevuta di pagamento.

Non sei ancora nostro Socio 2019? Unisciti a noi qui.

 

Insieme, per costruire la cultura della neurodiversità.

 

“E’ UNO SPETTRO” non significa ciò che pensi. Quanto c’è di sbagliato nel pensare l’autismo.

 

 

 

 

Autore: C.L. Lynch

Traduzione in italiano a cura della dott.ssa Giulia Campatelli

Articolo originale consultabile qui

4 Maggio 2019

 

 

“Mio figlio è all’estremità grave dello spettro autistico.”

“Siamo tutti un po’ autistici – è uno spettro.”

“Non sono autistico ma sono decisamente nello spettro.”

Se solo le persone sapessero cosa sia lo spettro in realtà, si accorgerebbero di parlare di autismo in modo del tutto sbagliato.

Utilizzeremo lo spettro visibile come esempio.

Come vedete, le varie parti dello spettro sono evidentemente diverse una dall’altra. Il blu appare molto diverso dal rosso ma entrambi sono nello spettro della luce visibile.  Il rosso non è “più blu” del blu; il rosso non è “più nello spettro” del blu. Quando le persone discutono sui colori, non si soffermano su dove le tonalità si posizionino nello spettro. Non dicono “le mie pareti sono nell’estremità alta dello spettro” o “mi stanno meglio i colori che sono nell’estremità bassa dello spettro”.

Ma quando si parla di autismo, ecco che spunta l’idea di “gradualità” e non più di spettro.

Le persone credono che si possa essere “un po’ autistici” o “estremamente autistici” nello stesso modo in cui una pennellata di rosso può essere tenue o vivida.

Ecco come le persone credono che sia lo spettro autistico.

L’autismo è un insieme di sintomi definiti che collettivamente peggiorano spostandosi verso l’estremità “alta” dello spettro.  Infatti, una delle caratteristiche distintive dell’autismo è ciò che il DSM-V chiama il “profilo disomogeneo delle abilità”. C’è una ragione per cui si dice “se hai conosciuto una persona con autismo, hai conosciuto UNA persona con autismo”. Ogni autistico mostra tratti differenti.

L’autismo non è una condizione univoca. È piuttosto un insieme di condizioni neurologiche associate così strettamente da rendere quasi impossibile separarne una dall’altra e gli esperti hanno smesso di tentare.

Lo spettro autistico appare molto più così:

Le persone autistiche mostrano sintomi variabili in molte o tutte le categorie riportate nell’immagine sopra – un arcobaleno di tratti.

Se vuoi approfondire soltanto una o due categorie, non si tratta di autismo ma di altro. Ad esempio:

  • se mostri SOLTANTO difficoltà di comunicazione, puoi ricevere diagnosi di disturbo della comunicazione.
  • Se mostri SOLTANTO difficoltà di movimento o controllo posturale, puoi presentare disprassia o disturbo evolutivo della coordinazione.
  • Se mostri SOLTANTO difficotà di processazione sensoriale, puoi presentarne il disturbo relativo.

Ma se presenti tutte le difficoltà citate o più, allora si parla di autismo.

Ora puoi renderti conto di quanto sia ridicolo sentir dire: “siamo tutti un po’ autistici” solo perché a molte persone non piacciono le luci fluorescenti o perché si sentono a disagio nelle situazioni sociali. È come dire: “sei vestito un po’ come un arcobaleno” quando sei vestito soltanto di rosso.

Mostrare difficoltà di processazione sensoriale di per sé non ti rende autistico. Gli autistici, in quanto cugini neurodivergenti, potranno comprendere la tua fatica ma niente di più. Perché le persone siano considerate autistiche, occorre che mostrino difficoltà in molteplici categorie sintomatiche dello spettro. La diagnosi dipende dall’evidenza osservabile dei tratti sintomatici di tutto lo spettro. Alcuni elementi comuni sono meno ovvi e non richiedono una diagnosi ma sono riferiti dalle persone autistiche quasi universalmente.

Ogni persona autistica mostra difficoltà maggiori in una o più categorie al punto da mostrare una disabilità conseguente in qualche misura. Ma il colore predominante della palette può essere per ognuno diverso. Ecco alcuni esempi che come l’autismo puòmanifestarsi in persone diverse:

Persona Uno

Persona Due

Persona Tre

Come puoi vedere, tutti e tre questi ipotetici autistici mostrano i segni classici dell’autismo e continuano, nonostante tutto, a sembrare molto diversi uno dall’altro.

Qual è il “più” autistico?

La Persona Uno probabilmente verrebbe descritta come Asperger o ad “alto funzionamento”anche se le difficoltà nelle funzioni esecutive spesso riscontrate potrebbero renderle difficile riuscire a vivere e lavorare in modo indipendente.

La Persona Due è spesso descritta come “gravemente autistica”alla luce dell’incapacità di parlare verbalmente e della scarsa esibizione di consapevolezza su ciò che avviene attorno a lei. Ciononostante, abbiamo molti esempi di autistici non verbali che ci insegnano quanto in realtà siano consapevoli socialmente e capiscano la pragmatica della comunicazione piuttosto bene. Se l’unica cosa in grado di fermare la Persona Due dall’essere spiritosa, sociale e vivace è un problema di controllo motorio, ciò la rende quindi “più” autistica della Persona Uno?

La Persona Tre potrebbe essere indipendente in età adulta se supporta con stimoli e accorgimenti specifici per farla sentire a proprio agio e in grado di apprendere. Ma nell’infanzia potrebbe essere rallentata da genitori e insegnanti che la forzano a star seduta, ferma e in silenzio, per apprendere in modi più convenzionali, con il risultato di un aumento degli episodi di autolesionismo.

Tutte tre queste persone sono in qualche modo disabili.

Le persone che riescono a parlare ad alta voce e mostrare un buon controllo del proprio sistema motorio sono spesso chiamate “ad alto funzionamento” anche se comunque autistiche e alle prese con la difficoltà di trovare un lavoro, avere relazioni e gestire le funzioni esecutive.

Il mio dottore recentemente ha fatto riferimento al mio autismo come “lieve”. Ho gentilmente fatto notare la relazione del mio psicologo che affermava quanto la mia disfunzione nelle funzioni esecutive sia al di sopra del 99° percentile. “Significa che io sono menofunzionale del 99% delle altre persone. Le sembra ancora lieve?”. Ma dato che riesco a parlare e guardare le persone negli occhi, il mio autismo sembra lieve. Il mio autismo ha un impatto lieve sulle persone intorno a me ma ha un impatto grave su di me.

Non c’è dubbio che le persone che soffrono di gravi limitazioni neuromotorie siano estremamente disabili e io non voglio assolutamente paragonare la mia situazione alla loro. Infatti, chiedo espressamente agli altri di smettere di paragonarmi. È un’inesattezza assumere che loro abbiano quello che ho io, soltanto peggiore. È questa l’assunzione che disumanizza le persone e fa sì che vengano trattate come esseri senza pensiero, senza emozioni e senza consapevolezza. Questo è ciò che le fa sbattere la testa al muro con disperazione. Se davvero avessero quello che ho io, ma peggiore, allora sarebbero autistici e non funzionali: avrebbero scarsissime capacità interpersonali e consapevolezza sociale e limitatissime capacità di processazione delle informazioni. Ma è del tutto falso.

Non solo la mia mente è completamente presente e comprende, io so legge fluentemente. Penso a freddure, battute e commenti. Nessuno lo sa. Così, mi hanno sempre parlato come se avessi sempre due anni, senza offrirmi un’educazione seria e rendendomi annoiata e triste.

Non fatelo.

Non date per scontato che una persona autistica sia così tanto autistica da non ascoltarvi e non capirvi. Non pensate che non sappia leggere solo perché non è in grado di andare in bagno da sola. Non pensate che io nonsia disabile solo perché guardo degli occhi e converso con voi del più e del meno.

Abbiamo un profilo disomogeneo di abilità.

 

Temple Grandin, autistica e verbale, professoressa associata della Colorado State University e autrice.

Temple Grandin non riesce a leggere le persone, pensa in modo visivo e necessita di supporto 1:1 per le attività quotidiane. Io sono l’opposto: comprendo bene le persone, penso verbalmente ma necessito di supporto 1:1.

Ido Kedar, autistico non verbale, autore.

Ido Kedar non ha una versione di autismo più grave di quella di Temple Grandin o della mia. Il suo insieme di capacità è semplicemente diverso.

 

 

Le mie difficoltà neuromotorie sono limitate al bruciarmi mentre cucino o inciampare e cadere mentre cammino. Le difficoltà neuromotorie di Ido Kedar, invece, lo portano a trovarsi a uscire camminando da una stanza senza volerlo. Ma le mie abilità pragmatiche verbali probabilmente non legano neanche le scarpe a quelle di Ido Kedar.

Significa quindi che non abbiamo nulla in comune? No. In base a cosa scrive, penso che in realtà ci siano molti aspetti in comune tra noi. Come autistici, sappiamo entrambi come ci si sente abbandonandosi all’autostimolazione o cosa significa dimenticarsi di guardare qualcuno negli occhi o, ancora, cosa si prova nell’aver bisogno del prompt per iniziare un compito. Entrambi siamo nello spettro, in un modo o nell’altro. Ma a parte questo, le nostre situazioni sono diverse e abbiamo bisogni differenti.

Le persone come Ido Kedar necessitano di terapia occupazionale e forse di fisioterapia per aver maggior controllo sui movimenti del proprio corpo. Hanno bisogno di aiuto attraverso il tablet o le lavagne in modo da riuscire finalmente a esprimere i propri pensieri e emozioni. Invece, vengono spesso infantilizzati, istituzionalizzati o trascorrono anni forzati a lavorare sull’ABC quando apprezzerebbero molto di più mettere le mani su un testo scientifico.

Io, d’altro canto, sono sempre stata considerata intelligente e, invece, fatico nel far riconoscere le mie difficoltà. Ciò di cui ho bisogno è di qualcuno che mi supporti (cucinando, pulendo, organizzando) per riprendermi quando i compiti diventano per me più grandi e complessi da processare. Ido Keader si batte per l’indipendenza e io mi batto per dipendere da qualcuno.

Il sistema fallisce con entrambi, in modi diversi.

Quindi, per favore smettete di dar per scontato che un tipo di autismo sia “più autistico” di altri.

Il rosso non è “più nello spettro” del verde o del blu. Le mele non sono “più frutta” delle arance. Non è così che funziona.

La visibilità dei tratti autistici non predice necessariamente cosa una persona possa o non possa fare o il supporto di cui ha più bisogno.

Io non dovrei sapere processare il linguaggio, secondo alcuni. Non dovrei esser capace nemmeno di pensare. Bene, andate a sentire la nona sinfonia di Beethoven, immaginate di scriverla da sordi e provate ad essere più umili verso le capacità ancora poco conosciute del cervello.

Non assumete che un autistico non verbale che non reagisce alla vostra presenza nella stanza sia inconsapevole della conversazione. Non date per scontato che qualcuno non sia realmente autistico solo perché riesce ad avere contatto oculare e conversare sul più e il meno. Non assumete che un autistico loquace e fluente verbalmente sia una persona per forza capace di processare cosa gli avete appena detto. Non date per scontato nulla su una persona autistica.

Per 70 anni (almeno), le persone hanno fatto ipotesi sugli autistici basandosi sul loro comportamento. Persino i criteri diagnostici per l’autismo sono basati su cosa è facilmente osservabile dall’esterno. L’idea è che più stranamente ci comportiamo, più dobbiamo essere autistici.

Vi chiediamo di smettere.  Chiedete a noi cosa sappiamo o non sappiamo fare. Anche se non vi sembra evidente la nostra comprensione.

 

C.L. Lynch è autrice, autistica e vive a Vancouver con suo marito, due figli e molti animali domestici.

DIRimè Italia mission

DIRimè Italia mission

12